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La Murrina

La Murrina

Tra Venezia e Milano, una storia di luce che evolve nel tempo

Un Linguaggio tra Arte e Industria

La storia de La Murrina nasce da un equilibrio raro, quasi fragile nella sua complessità: quello tra arte e industria, tra il gesto manuale e la visione progettuale, tra la tradizione millenaria del vetro veneziano e una sensibilità contemporanea capace di reinterpretarla.

Non si tratta semplicemente della storia di un’azienda, ma di un linguaggio che si è costruito nel tempo, fatto di materia, luce e precisione. Un linguaggio che ha saputo trasformarsi senza mai perdere la propria identità, mantenendo un legame profondo con la propria origine.

Le Origini: Murano, 1968

Tutto inizia nel 1968, a Murano, luogo simbolo della lavorazione del vetro artistico. In questo contesto, dove la tradizione si tramanda da secoli attraverso gesti codificati e conoscenze tramandate, La Murrina si distingue fin da subito per un approccio diverso.

Il vetro non viene più interpretato soltanto come elemento decorativo, ma come mezzo espressivo, capace di dialogare con il design contemporaneo e con l’architettura.

Il nome stesso, “murrina”, richiama una delle tecniche più complesse della tradizione muranese, basata su una costruzione stratificata e precisa del materiale. È un riferimento che diventa manifesto: un equilibrio tra rigore tecnico e sensibilità estetica, tra controllo e libertà espressiva.

L’Incontro con Milano

Nel corso degli anni, questo primo nucleo evolve attraverso l’incontro con una visione imprenditoriale milanese capace di amplificarne il potenziale. La produzione rimane profondamente radicata nella tradizione muranese, mentre l’organizzazione si struttura e si apre al mercato internazionale, acquisendo una nuova consapevolezza.

È in questo momento che La Murrina diventa un vero e proprio brand, definendo la propria identità e costruendo una presenza solida nel mondo del design e del lusso. Il vetro artistico entra così in dialogo diretto con l’architettura contemporanea, diventando parte integrante dello spazio e non più semplice elemento accessorio.

Il Dialogo con il Design

Parallelamente, l’azienda sviluppa un confronto costante con il mondo del design, aprendo la propria ricerca a linguaggi diversi e spesso distanti tra loro. Il vetro si trasforma in materia progettuale, capace di assumere forme, strutture e significati sempre nuovi.

Nonostante l’evoluzione dei linguaggi, rimane centrale la presenza del gesto artigianale, che continua a definire l’autenticità di ogni creazione.

Dalla Scala Oggetto alla Scala Architettura

Con il tempo, La Murrina amplia il proprio raggio d’azione, entrando nella dimensione del progetto su misura e delle grandi installazioni. Il vetro si confronta con scale architettoniche sempre più complesse, richiedendo un dialogo continuo tra estetica e ingegneria.

Ogni realizzazione diventa il risultato di un equilibrio preciso, dove la leggerezza visiva del vetro convive con una struttura solida e studiata nei dettagli, capace di sostenere progetti ambiziosi.

Una Presenza Internazionale

Nel corso della sua evoluzione, il brand ha contribuito a definire l’identità luminosa di numerosi spazi, muovendosi tra contesti storici e architetture contemporanee con una presenza discreta ma riconoscibile.

Una firma che non si impone, ma che accompagna lo spazio, interpretandone il carattere e amplificandone la qualità.

Aprile 2026 — Il Gesto che Diventa Visione

Questo percorso trova un momento di particolare intensità nell’aprile del 2026, durante la Milano Design Week, quando La Murrina presenta l’esposizione “Mani, dove il gesto genera bellezza”.

In questa occasione prende forma un’opera simbolica, destinata a rappresentare in modo chiaro la direzione futura del brand: un abito realizzato interamente in vetro artistico, modellato dalle mani dei maestri vetrai veneziani.

L’abito richiama la leggerezza del pizzo macramè bianco, ma ne sovverte la natura, trasformandolo in una struttura luminosa, solida, costruita. Non si tratta soltanto di un esercizio estetico, ma di una dichiarazione di intenti, in cui il vetro diventa linguaggio progettuale.

Il Nuovo Corso: Progettazione Tailor-Made

Come un abito si modella sul corpo, così il vetro può adattarsi allo spazio. Questa analogia diventa centrale nel nuovo corso de La Murrina, che si orienta sempre più verso una progettazione tailor-made, capace di rispondere in modo puntuale alle esigenze di architetti, progettisti e lighting designer.

Attraverso sistemi modulari in vetro e metallo, il brand sviluppa soluzioni flessibili, pensate per dialogare direttamente con l’architettura e per integrarsi con precisione all’interno dei progetti.

Vestire lo Spazio

In questo contesto, il vetro artistico lavorato secondo la tradizione muranese assume un ruolo nuovo. Non è più semplicemente un materiale da osservare, ma diventa uno strumento con cui costruire lo spazio, definirne i volumi, filtrare la luce e creare profondità.

L’idea non è quella di riempire gli ambienti, ma di vestirli, proprio come avviene con l’abito in vetro presentato nel 2026.

Oggi

Oggi, La Murrina si configura come un interlocutore progettuale capace di unire tradizione artigianale, innovazione tecnica e sensibilità contemporanea.

Tra Venezia e Milano, tra gesto e progetto, continua a svilupparsi una visione chiara e coerente: quella di una luce che nasce dalla materia e dalla mano, e che, proprio per questo, è ancora in grado di definire lo spazio e generare bellezza.

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